27 luglio 2013
Quando trascorro le giornate senza parlare con nessuno il tempo passa veloce ma con passo pesante. Riesco a sentire la consistenza densa di ogni minuto. Questo tempo è volato e allo stesso tempo è stato intenso.
In giro da sola sono senza distrazioni, l'attenzione è in ogni particolare, catturo le forme dei palazzi per non perdermi, lo sguardo segue i movimenti, le persone, le cose nuove, a volte credo di sentire anche i pensieri di chi mi circonda, come quando a volte in metro percepisco la diffidenza di alcune persone nel sedermi accanto, o la dolcezza nel sorriso di una mamma che vede il suo bimbo cercare le mie dita.
Durante il giorno cammino per la strada e le distanze diventano solide, come quest'aria che dovrebbe essere impalpabile invece è umida, grassa e ferma. A volte non ci sono nemmeno pensieri, solo la sensazione di affondare i piedi, passo dopo passo, nella vita di questa città, di attraversarla come un guado.
In silenzio, sempre in silenzio.
Anche la diffidenza in metro, o il sorriso della mamma, in silenzio anche loro.
Ascolto questa lingua di cui capisco poche parole, i suoni artificiali di ogni cosa, la musica che esce da ovunque, il rumore dei treni e dei mille annunci, le cicale, i corvi, il vento quando c'è.
Anche quando scambio due parole con qualcuno, lo capisco che il silenzio si è appena affievolito e spostato, solo per darmi respiro, come se fosse fluido e vivo, come fosse manovrato da qualcuno.
Leggevo un libro oggi, e sentire alcune parole materializzarsi con la mia voce nella mia testa, è stato doloroso, come quando cerchi il coraggio di dar voce ai tuoi pensieri dopo che per tanto tempo li hai tenuti segreti, o quando sei afona e non esce un suono.
Ci sono piccoli gesti bellissimi qui, guardo di nascosto persone che hanno attenzioni tenere e segrete verso qualcuno, ma anche cose che da noi sembrano dimenticate, mi emozionano e pungolano quel silenzio indotto, come a volerlo scalfire, ricordandomi sensazioni che a volte credo di non conoscere più.
Quando non puoi comunicare, quell'emozione resta solo per te, e ci sono volte che portandola a casa perde la sua bellezza e diventa pesante ogni passo di più.
Quando sono nel letto la notte, come ora, sogno di poter addormentarmi con la testa sul petto di qualcuno, dopo aver lasciato uscire tutte le parole che non ho detto durante il giorno, e aver condiviso ogni cosa che mi ha emozionata, che ho visto.
Accucciata contro un cuore che batte, solo per rassicurarmi da tutto questo silenzio.
In giro da sola sono senza distrazioni, l'attenzione è in ogni particolare, catturo le forme dei palazzi per non perdermi, lo sguardo segue i movimenti, le persone, le cose nuove, a volte credo di sentire anche i pensieri di chi mi circonda, come quando a volte in metro percepisco la diffidenza di alcune persone nel sedermi accanto, o la dolcezza nel sorriso di una mamma che vede il suo bimbo cercare le mie dita.
Durante il giorno cammino per la strada e le distanze diventano solide, come quest'aria che dovrebbe essere impalpabile invece è umida, grassa e ferma. A volte non ci sono nemmeno pensieri, solo la sensazione di affondare i piedi, passo dopo passo, nella vita di questa città, di attraversarla come un guado.
In silenzio, sempre in silenzio.
Anche la diffidenza in metro, o il sorriso della mamma, in silenzio anche loro.
Ascolto questa lingua di cui capisco poche parole, i suoni artificiali di ogni cosa, la musica che esce da ovunque, il rumore dei treni e dei mille annunci, le cicale, i corvi, il vento quando c'è.
Anche quando scambio due parole con qualcuno, lo capisco che il silenzio si è appena affievolito e spostato, solo per darmi respiro, come se fosse fluido e vivo, come fosse manovrato da qualcuno.
Leggevo un libro oggi, e sentire alcune parole materializzarsi con la mia voce nella mia testa, è stato doloroso, come quando cerchi il coraggio di dar voce ai tuoi pensieri dopo che per tanto tempo li hai tenuti segreti, o quando sei afona e non esce un suono.
Ci sono piccoli gesti bellissimi qui, guardo di nascosto persone che hanno attenzioni tenere e segrete verso qualcuno, ma anche cose che da noi sembrano dimenticate, mi emozionano e pungolano quel silenzio indotto, come a volerlo scalfire, ricordandomi sensazioni che a volte credo di non conoscere più.
Quando non puoi comunicare, quell'emozione resta solo per te, e ci sono volte che portandola a casa perde la sua bellezza e diventa pesante ogni passo di più.
Quando sono nel letto la notte, come ora, sogno di poter addormentarmi con la testa sul petto di qualcuno, dopo aver lasciato uscire tutte le parole che non ho detto durante il giorno, e aver condiviso ogni cosa che mi ha emozionata, che ho visto.
Accucciata contro un cuore che batte, solo per rassicurarmi da tutto questo silenzio.
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